E’ inutile dirlo, ormai non riusciamo più a vivere senza di lui.
Lo portiamo ovunque: a lavoro, in chiesa, al bar e persino in bagno se serve. Ormai il nostro cellulare è diventato il nostro miglio amico (o nemico?). Non so come solo dieci anni fa si potesse vivere senza. E’ chiaro che non ci facciamo più neanche caso all’uso spesso spropositato che viene fatto di questo oggetto.
Un esempio: sabato sera, serata piacevole in un locale con musica live, tavoli pieni di amici e compagnie. Tra una Guinnes e una Kilkenny, non può mancare lui, sempre presente sul tavolo, davanti gli occhi di tutti, pronti a scattare non appena il terribile display inizia ad illuminarsi. E il cantante continua il suo show…mentre miliardi di tick tick chack chak dei tasti compongono il nuovo arrangiamento della canzone. Gli occhi abbassati sempre sul malefico display, nessuno si guarda più in faccia.
Guardo attentamente la scena e rifletto ma mentre lo faccio arriva un sms (Fabio perfavore la vuoi smettere di rompere stasera?? Preferivo il solito piccione viaggiatore, senza dubbio meno invadente).
Il luogo destinato alla socializzazione e allo scambio diventa l’ennesima alternativa all’individualismo. Come se già non ne avessimo troppo a disposizione.
Non per fare polemica, anche perchè suonerebbe come l’ultima delle denunce contro i cellulari fatta da chi (come me) non riesce a starne senza. Ma forse l’argomento ogni tanto merita una riflessione in più..ma mi raccomando, mentre lo fate, togliete almeno la suoneria