Libera-mente

Upon thoughts

A Pasqua con le streghe

Non si tratta di un post superstizioso ma semplicemente una chicca per ricordare che la Pasqua non è fatta solo di cioccolata.

In Finlandia, ad esempio, essendo la maggior parte degli scandinavi di religione luterana, la Pasqua assume un significato minore ed è considerata un giorno di vacanza. Il folklore finlandese vuole che le streghe volino in cielo tra il venerdì santo e la domenica di Pasqua. Infatti, in alcune zone della Finlandia si usa ancora accendere falò la notte dei sabato, in memoria dell’antica tradizione di scacciare le streghe dal proprio focolare domestico.

Se qualcuno conoscesse altre curiose tradizioni è libero di commentare!

300 addomi ben scolpiti

Venerdì 23 Marzo. Le sale si riempiono.

Finalmente è arrivato, il film tratto dal fumetto di Frank Miller tanto atteso quanto criticato. Dopo aver sbarcato i botteghini negli USA, il re Leonida e i suoi 300 “bronzi di Riace” arrivano nei nostri cinema.

“Il film è stato usato per rilanciare lo scontro  tra Occidente ed Oriente”, ” è poco fedele alla realtà storica della battaglia delle Termopili”, “ci sono troppe scene di violenza”. Inutile aggiungere che la critica si era già lasciata andare ai più disparati commenti ancor prima della sua uscita. Avevano ragione?

Non credo abbia importanza, perchè togliersi il piacere di sedersi al buio,  in una comoda poltrona davanti ad un maxi schermo e farsi suggestionare dagli effetti speciali?

Resto dell’idea che il piacere arrivi prima, la critica dopo. Prima guardiamo e poi giudichiamo.

A chi lo consiglierei? Senza dubbio agli amanti del genere, ma anche agli ironici e a chi, come me, non disdegna ammirare 300 addomi ben scolpiti.

Buona visione. A voi la parola.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       

Caro amico ti scrivo…un sms

E’ inutile dirlo, ormai non riusciamo più a vivere senza di lui.

Lo portiamo ovunque: a lavoro, in chiesa, al bar e persino in bagno se serve. Ormai il nostro cellulare è diventato il nostro miglio amico (o nemico?). Non so come solo dieci anni fa si potesse vivere senza. E’ chiaro che non ci facciamo più neanche caso all’uso spesso spropositato che viene fatto di questo oggetto.

Un esempio: sabato sera, serata piacevole in un locale con musica live, tavoli pieni di amici e compagnie. Tra una Guinnes e una Kilkenny, non può mancare lui, sempre presente sul tavolo, davanti gli occhi di tutti, pronti a scattare non appena il terribile display inizia ad illuminarsi. E il cantante continua il suo show…mentre miliardi di tick tick chack chak dei tasti compongono il nuovo arrangiamento della canzone. Gli occhi abbassati sempre sul malefico display, nessuno si guarda più in faccia. 

Guardo attentamente la scena e rifletto ma mentre lo faccio arriva un sms (Fabio perfavore la vuoi smettere di rompere stasera?? Preferivo il solito piccione viaggiatore, senza dubbio meno invadente). 

 Il luogo destinato alla socializzazione e allo scambio diventa l’ennesima alternativa all’individualismo. Come se già non ne avessimo troppo a disposizione.

Non per fare polemica, anche perchè suonerebbe come l’ultima delle denunce contro i cellulari fatta da chi (come me) non riesce a starne senza. Ma forse l’argomento ogni tanto merita una riflessione in più..ma mi raccomando, mentre lo fate, togliete almeno la suoneria :-)

Chi conosce La Rana?

Pino Pelosi, detto “La Rana”, nasce a Roma il 28.06.1958, figlio di Antonio Pelosi e Paoletti Maria.
Il suo nome è noto in relazione all’omicidio di Pier Paolo Pisolini, avvenuto il 2 Novembre 1975 al Lido di Ostia. Il corpo della vittima è stato trovato in una strada e a pochi metri sono stati rinvenuti reperti risalenti a Pino Pelosi.
La notte dell’omicidio, Pino Pelosi è stato fermato dai Carabinieri per eccesso di velocità alla guida di una Alfa 2000, che in seguito è risultata appartenere a Pasolini. Interrogato poche ore dopo il delitto Pelosi ha confessato di aver ucciso Pasolini solo per legittima difesa dopo essere stato aggredito per essersi rifiutato di sottostare a una prestazione sessuale.
Nel corso dell’istruzione furono disposte due perizie medico-legali.
Con la prima sentenza del 26 aprile 1976 il Tribunale per i minorenni ha dichiarato Pelosi colpevole di omicidio volontario, per una pena complessiva di nove anni di reclusione e ad un’ingente multa.
La sentenza d’appello arriva il l 4 dicembre 1976;ma la Cassazione si è espressa in modo definitivo il 26 aprile 1979.
In tutte queste sentenze la responsabilità di Pelosi quale autore materiale del delitto emerge chiaramente, rigettando la linea della legittima difesa e dimostrando che Pasolini non è mai stato “aggressore”, ma “aggredito”.
Pelosi è stato così accusato come unico responsabile dell’omicidio ma i dubbi sono sempre rimasti.
Oggi Pelosi è’ un uomo di 47 anni che vive d’espedienti alla periferia di Roma. E’ entrato e uscito dal carcere più volte.
Dopo trent’anni ha cambiato versione, il il 7 Maggio 2005 in un’intervista in diretta televisiva, accusando tre sconosciuti, tre giovani che parlavano “con un accento del Sud. Ma la sua nuova versione non convince i magistrati, che non intendono riaprire la causa per mancanza di prove concrete.

Perchè Libera-mente?

Pronti ..via..

Non c’è mai un vero inizio senza un via e non c’è mai un blog  senza il suo perchè.

Il mio nasce (oltre che da un dovere)  da un puro e semplice Amor di parola. Questo è il nome del percorso che sto facendo per diventare una brava copywriter e che forse già dice molto di me stessa. Questo spazio è aperto a tutti, ogni riga vuota è un pensiero che deve prendere vita, qualunque essa sia, impegnata, comica, nostalgica, romantica, curiosa, dubbiosa, provocatoria… l’importante è comunicare.  

E’ ora di liberare la mente, giocare con i pensieri, colorare le emozioni. Questa la ricetta del blog, dove la sola regola è sentirsi liberi di esprimersi. Senza limiti. Su ogni argomento.

Date forma al pensiero.

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